Nel Parco Nazionale del Cilento, Patrimonio Mondiale Unesco.

San Marco è una località turistica balneare incastonata nell’area marina protetta di Santa Maria di Castellabate ed inserita nel più ampio contesto geografico del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.
Da alcuni anni a questa parte, come numerose altre località della costiera cilentana, riceve il riconoscimento della bandiera blu per la qualità delle acque di balneazione.

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L’Isola di Licosa, da sempre importante punto di riferimento per la navigazione, rappresenta il sito naturale più caratteristico del territorio comunale con le sue pericolose secche e i suoi limpidi fondali, testimoni di numerosi affondamenti. Nelle sue acque sono visibili i resti sommersi dell’omonima città greco-romana, specialmente quelli di una villa e di una vasca per l’allevamento delle murene (risalente ad un periodo che va dal I secolo a.C. al I secolo d.C.). Sull’isola, dove svettano il faro e il rudere della casa del guardiano, sono stati rinvenuti diversi reperti di epoca greco-romana, come una lastra con un’epigrafe dedicata a Cerere, un mosaico d’epoca romana e numerose ceramiche greche del V secolo a.C., conservate nel Museo Archeologico Nazionale di Paestum. La zona è pervasa dal mito delle sirene. Si crede che il nome di Licosa, infatti, derivi dalla sirena Leucosia, che, secondo autori come Licofrone, Strabone e Plinio il Vecchio, qui abitò e qui fu sepolta dopo che si gettò in mare. Anche Omero, nell’Odissea, accenna all’isola delle sirene dal canto ammaliatore, beffate da Ulisse e il suo equipaggio. Ma siccome l’isola di Licosa un tempo era collegata al promontorio, prima dell’inabissamento della costa avvenuto nel IV secolo a.C., si ritiene che l’isola delle sirene possa essere la poco lontana “Secca di Vatolla” (da dove è possibile osservare Vatolla), profonda circa sei metri. Aristotele narra della presenza sull’isoletta di un tempio dedicato a Leucotea, identificata con Leucosia. Altri autori, come Dionigi di Alicarnasso e Sesto Pompeo Festo, sostengono che il nome Licosa sia dovuto ad una cugina o una nipote di Enea sepolta sull’isoletta.

“Leucosia insula dicta est a consobrina Aeneae ibi sepulta”

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Il Borgo Medioevale sorge su colle Sant’Angelo e conta cinque accessi: porta “Cavalieri” e porta “di Mare”, dal lato mare; porta “la Chiazza” e porta “Sant’Eustachio” dalle campagne; porta “de li Bovi” dal retroterra.

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dal 1999 a Castellabate è stata assegnata la Bandiera Blu Fee per premiare la qualità delle acque di balneazione, le spiagge e i servizi offerti.

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Porto greco-romano: i resti di un approdo greco-romano a due moli del I secolo a.C. affiorano dalle acque di San Marco, in prossimità della struttura portuale moderna. Tale struttura, realizzata in opus caementicium su un fondo roccioso mediante casseformi lignee, è identificato come il porto di Erculia o Ercolam, il principale scalo di approvvigionamento per le imbarcazioni dirette al porto di Miseno nonché base militare o sito di appoggio per la flotta imperiale.